La serenità è...

Serenità è quando ciò che dici, ciò che pensi, ciò che fai, sono in perfetta armonia.(Mahatma Gandhi). Con il termine serenità si descrive una condizione emotiva caratterizzata da tranquillità e calma. Come ottenerla è argomento dibattuto. Le diverse opinioni sostanzialmente seguono due direzioni: nella prima si evidenzia l'inevitabilità della sofferenza e si suggeriscono le azioni per limitarne la durata nei momenti negativi; nella seconda si afferma la necessità di ridefinire il problema per rendere gli obiettivi più realistici. La filosofia indiana ci offre una terza possibilità.

 

 

La ricerca della serenità è senza dubbio l'obiettivo che tutti perseguiamo, indipendentemente dall'età, dal sesso o dalle condizioni economiche in cui ci troviamo. Secondo alcune teorie è talmente importante da rappresentare la condizione necessaria e sufficiente per la felicità dell'essere umano. Partiamo da una constatazione: molte persone ricche, di successo, intelligenti e consapevoli degli obiettivi raggiunti, vivono una profonda inquietudine. La logica ci induce a supporre che non sono questi i fattori che possono garantire una vita serena. Inoltre, come mai nei momenti di sofferenza e inquietudine alcune persone trovano dentro di se le risorse per uscirne ed altri invece prolungano all'infinito questo momento? La risposta a questa domanda è condivisa da entrambe le teorie, si ritiene cioè che l'atteggiamento progettuale (la successione di azioni che originano da un fine e destinate a realizzarlo) assuma un ruolo determinante nel garantirci una vita serena ed appagante. Ma vediamo in quale modo i due approcci affrontano il problema.

 

La prima teoria propone la "legge dell'alternanza" per spiegare un fenomeno che tutti noi abbiamo sperimentato, cioè l'alternarsi di momenti felici seguiti da periodi in cui abbiamo la sensazione che il mondo "ci crolli addosso". Una sorta di ciclicità emotiva, un evento inevitabile sul quale noi esseri umani non abbiamo nessun controllo. L'aspetto più interessante di questa teoria è l'analisi dei comportamenti che vengono messi in atto nelle fasi discendenti. L'atteggiamento mentale con il quale affrontiamo il dolore e la sofferenza risulta determinante per dare l'avvio ad una nuova risalita. Sostanzialmente dovremmo elencare tutte le cose positive che abbiamo fatto, tutte le persone che ci amano o che ci hanno amato, tutte le cose che abbiamo imparato, quindi dopo aver "fatto il pieno" di autostima dovremmo cercare le soluzioni ponendoci le giuste domande. L'enfasi viene posta sulla fase progettuale in quanto si ritiene che il conseguimento dell'obiettivo porti inevitabilmente con se il "vuoto".

Il secondo punto di vista parte, invece, dal presupposto che, rispettate alcune condizioni, sia possibile ottenere una sensazione stabile di appagamento e serenità. La condizione perchè ciò avvenga è strettamente legata alla consapevolezza di se, una buona autostima e ad un atteggiamento di fiducia nei confronti degli altri. Si suggerisce di ridefinire il problema (cerco l'uomo perfetto diventa costruire una relazione giorno per giorno) per poterlo affrontare in modo realistico e concreto.

 

Vorrei proporre qui una terza possibilità in accordo con la definizione di serenità data da Mahatma Gandhi. Partiamo da un esempio concreto: "ho detto, alle persone per me importanti, che devo assolutamente cambiare lavoro, quello che faccio è alienante, non mi da soddisfazione il tutto aggravato dal fatto che il mio datore di lavoro non mi riconosce le competenze e i meriti che ho". Bene, questo è il primo passo: il ciò che dico. Ora analizziamo gli ipotetici pensieri: "con la crisi economica è impossibile trovare un altro lavoro, tutto sommato, anche se guadagno poco, questo lavoro mi permette di vivere, chi può dire che in un altro posto mi troverei meglio?" Questo è il ciò che penso. La terza fase consiste nell'analisi del comportamento per verificare se la mia azione sta andando nella giusta direzione: "ho chiesto alla mia amica se si trova bene nel suo attuale posto di lavoro, ho stampato il mio curriculum, aggiornato un anno fa, e l'ho messo in bella vista sulla mia scrivania, ogni tanto vado su internet per vedere le offerte di lavoro". Ecco ciò che faccio.

 

La nostra ipotetica persona è davvero nei guai. Dice a tutti che vuole cambiare lavoro, ma in fondo pensa di non avere la possibilità di trovare di meglio, quindi le sue azioni sono disorganizzate e casuali. Nasce così l'inquietudine, l'impressione che stiamo perdendo del tempo prezioso, di buttare via la nostra vita. Il termine armonia, mutuato dal linguaggio musicale, presuppone la concordanza tra elementi diversi al fine di conseguire il piacere. Se, come disse Pitagora, possiamo ipotizzare l'esistenza di una musica umana suonata dall'organismo, allora la concordanza tra parole, pensiero e azione potrebbe essere la chiave che apre la porta alla serenità.

 

 

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